In questa esperienza si vogliono sviluppare le modalità utili a liberare i tessuti del diaframma attraverso la combinazione di diverse tecniche di massaggio attivo e respirazione.
TECNICA MANUALI NEL MASSAGGIO DIAFRAMMATICO
A seguire verranno descritte le tecniche manuali (senza relazioni con la respirazione) con le quali massaggiare il diaframma; tutte le seguenti tecniche sono praticabili a mani nude e dove la mano corrispondente al lato da trattare si posiziona e massaggia con le dita conformate ad “uncino” mentre la mano opposta, se necessario rinforza la penetrazione spingendo sul dorso/nocche della prima mano.
Ognuna di queste tecniche si localizza lungo il perimetro costale che va’ dal processo xifoideo fermandosi poco prima delle costole fluttuanti (evitando di intercettarle) può essere praticata trattando una sola parte, un solo lato (percependo restrizioni particolarmente localizzate) ma generalmente si consiglia il trattamento completo possibilmente, potendole riconoscere, cominciando dalle zone meno retratte (in genere la porzione laterale) verso quelle più rigide (in genere quelle mediali e più vicine al processo xifoideo)
TECNICA ad ARPIONARE: è la tecnica più riconosciuta, viene praticata (con la mano ad uncino) le unghie appoggiate alla faccia anteriore dell’ultima costola per scendere al margine inferiore e terminare in trazione craniale (verso l’alto) risalendo alla faccia posteriore/interna della costola stessa
TECNICA a SCALARE: polpastrelli a contatto del margine inferiore della costola, un dito dopo l’altro (similmente all’azione del suonare una sequenza di note in scala al pianoforte) affondare risalendo lungo la faccia posteriore/interna della costola stessa.
La tecnica può ripetersi sulla stessa zona o progredire di volta in volta dal processo xifoideo al fianco o viceversa ad esempio della misura di un dito o di una mano, sviluppandosi dall’indice al mignolo piuttosto che nella direzione opposta o alternando l’una e l’altra
TECNICA ad AFFONDARE: con i polpastrelli posizionati sul margine inferiore della costola, iniziare un primo loro parziale affondamento seguito, al ritmo predeterminato (di respiro piuttosto che a tempo) da successivi affondamenti (da 3 a 5 totali) sempre più profondi
TECNICA a STROFINARE: ancora con i polpastrelli sul margine inferiore, “ancorare” la costola come descritto nella prima tecnica e raggiunta la profondità ideale attuare (con frequenza elevata ma ideale) rapidi e brevi movimenti (da 1 a 3 cm di escursione) della mano/dita, da destra a sinistra (medio-laterali)
TECNICA a SCAVARE: una volta affondate le dita (vedi tecnica ad arpionare), procedere con movimenti circolari come a voler scavare verso l’interno in alto nelle direzione delle facce interne/posteriori delle costole con frequenza ed escursioni ideali
TECNICA a SCIVOLARE: una volta affondate le dita della profondità ideale nella porzione prossima al processo xifoideo (vedi tecnica ad “arpionare”) si procede mantenendo la profondità verso la porzione laterare. Pur essendo meno agevole la stessa tecnica può essere applicata dalla porzione laterale a quella mediale (dal fianco al processo xifoideo)
Con l’aggettivo ideale intendiamo guidare il praticante a gestire e determinare lo stimolo (principalmente gestendone in modo personale ritmo e ed escursione) affinché quest’ultimo porti ad una sensazione di benessere e mai incontro a disagio, fastidio e men che meno dolore
Le tecnica descritte possono integrarsi tra loro offrendo ulteriori scenari e stimoli al massaggio diaframmatico
