La pistola massaggiante basa i propri effetti massaggianti su 2 tipi diversi di stimolazione: la vibrazione e la percussione determinate da un movimento a pistone di un elemento cilindrico al quale è possibile ancorare diversi utensili, le cosiddette testine, la cui forma differenziata permette di agire al meglio sulle diverse superfici corporee.

CONTROINDICAZIONI
Prima di utilizzare la massage gun è consigliabile consultare un professionista/medico in quanto alle presenza di possibili controindicazioni, si sconsigli l’applicazione in presenza di:
ferite aperte, cicatrici recenti, scottature/ustioni, eruzioni o infezioni cutanee, lividi, flogosi, fratture recenti, osteoporosi, artrite reumatoide, trombosi venosa, disturbi della coagulazione, diabete, nevralgie, gravidanza, fibrom,ialgia, emicrania, ernie, ipertensione, epilessia, cancro/tumore, convulsioni, presenza di impianti/dispositivi medici (tipo pacemaker)
- non utilizzare per tempi superiori a 30 minuti sulla stessa zona
- non utilizzare su aree sensibili: viso, occhi, orecchie, testa, petto, colonna vertebrale, nervi/vasi superficiali, superfici ortesiche, superfici o sporgenze ossee, superfici osse in generale.
- Non utilizzare nei punti in cui genera dolore importante
- Si sconsiglia la stimolazione precedente ad impegni sportivi in cui vi sia una richiesta di forza soprattutto se esplosiva, accelerazione, agilità, equilibrio o reattività in quanto a potenziali cali prestativi e rischio anche se remoto di infortunio.
ZONE DEL CORPO INTERDETTE AL MASSAGGIO
Sono da considerarsi zone interdette al massaggio quelle dove si raccolgono superficialmente vasi importanti (vene e arterie vibili), quelle che nell’immediato dell’applicazione producono sensazione di intenso fastidio o dolore e i siti linfatici:
- cavo popliteo
- inguine
- fossa subclavicolare
- ascella
- profilo submandibolare
TEMPI DI APPLICAZIONE ED EFFETTI CONSEGUENTI
- tempo di applicazione dello stimolo in una zona specifica da 6 a 180 s
tempi ridotti di applicazione (<2 min.) con frequenze alte (>40 hz) sembrano avere un effetto stimolante predisponendo il muscolo all’attivazione anche se non sono significativi i benefici riferiti alla facilitazione delle qualità di forza, reattività, potenza; di contro tempi di applicazione più lunghi, vanno certamente a determinare effetti di relax e allungamento
- tempo di applicazione totale massimo 30 min.
Non ci sono dati scientifici significativi che possano indicare delle controindicazioni importanti per usi più prolungati, certo è che in base al tempo di utilizzo per zona specifica, per trattare tutto il corpo o quasi mantenendo sicura la stimolazione non sia necessario oltrepassare i 30 min.
CARATTERISTICHE DELLE MASSAGE GUN
Le principali caratteristiche che incidono sulla qualità dello stimolo e che quindi andrebbero modulate in base all’obiettivo sono:
- velocità di rotazione del motore da 1200 fino a 3500 giri/min
È correlato alla frequenza di oscillazione della testina solitamente rappresentato da 3/5 step selezionabili predeterminati
- frequenza di oscillazione del pistone da 5 a 300 hz
È uno dei parametri che assieme all’ampiezza della corsa del pistone, più incide sulla qualità dello stimolo: le frequenze più alte tendono ad avere un effetto stimolante sulla componente nervosa quindi favorire l’espressione della “forza” (riflesso di vibrazione tonica) mentre le frequenze più basse combinate a tempi di applicazione più lunghi tendono a ridurre il tono muscolare sia del muscolo stimolato (inibizione autogena) che del suo antagonista (inibizione reciproca) con anche effetti positivi nella riduzione del dolore (teoria del cancello)
- ampiezza corsa pistone
La misura della corsa del pistone che di conseguenza sarà la stessa della testina applicata, generalmente si trova compresa tra 0,12 e 12 mm (non regolabile); per ampiezze o pressioni minori lo stimolo sarà più superficiale andando a produrre importanti effetti neurologici più che meccanici (e tendenzialmente superficiali) mentre al contrario con ampiezze o pressioni maggiori l’effetto sarà certamente maggiormente orientato al tessuto miofasciale più profondo e meno per i recettori cutanei, quindi più meccanico e meno neuronale.
È importante quindi considerare che a parità di forza impressa dall’operatore con la pistola sui tessuti, maggiore è l’ampiezza della corsa maggiore sarà la pressione sui tessuti e viceversa. Questo, in linea generale porta a consigliare un trasferimento di forza dall’operatore alla pistola e quindi ai tessuti, pari a poco più/poco meno della metà della forza massima.
- forma della testina
La forma della testina ne determinerà la superficie di contatto col tessuto, da cui per testine con superficie più estesa la pressione sarà più bassa e di conseguenza sarà ridotta anche la profondità dei tessuti raggiunti dalla stimolazione mentre per testine con una superficie minore la pressione sarà più alta con effetti sui tessuti più profondi. La scelta della forma della testina in realtà dipenderà più che dalla pressione/profondità da raggiungere, dalla tipologia anatomica della parte da trattare; le testine incluse nella confezione possono essere di diversi tipi (in eva o in silicone), quelle più comunemente utilizzate sono:
- il disco (che può essere ammortizzato o rigido) utilizzato su tutte le superfici anatomiche è certamente il meno invasivo;

- la sfera, utilizzabile per tutto il corpo è un po’ più aggressiva del disco;

- l’ogiva, utilizzata per raggiungere punti in profondità o particolarmente contratti,

- la forchetta generalmente utilizzata lateralmente alla colonna vertebrale ma anche sui muscoli più voluminosi come fosse una doppia ogiva.

EFFETTI CONSEGUENTI ALL’USO DELLA MASSAGE GUN
L’utilizzo della massage gun, in relazione ai parametri di utilizzo e alle caratteristiche, producono sostanzialmente 3 tipologie di effetti fisiologici:
- NEURONALE
L’effetto vibro-pressorio determina:
superficialmente la stimolazione dei recettori cutanei (Meissne = vibrazione, Merkel = pressione e dolore, terminazioni nervose libere = tatto, temperatura, dolore)
in profondità la stimolazione dei recettori (Pacini = vibrazione e pressione, Ruffini = stiramento cutaneo e caldo, Krause = freddo)
Ad alte frequenze e per tempi di applicazione ridotti e su zona delimitata l’effetto è corrispondente ad un possibile incremento della forza e attivazione (riflesso di vibrazione tonica)
A basse frequenze con tempi di applicazione lunghi è attesa una diminuzione del tono muscolare del muscolo stimolato ma anche del suo antagonista (inibizione autogena e reciproca) e del dolore (effetto cancello)
La stimolazione dei meccanorecettori, permette quindi l’interazione col sistema nervoso autonomo in entrambe le sue due “diramazioni”: quella del sistema nervoso simpatico, che regola gli stati di attivazione e allarme del sistema e quella del sistema nervoso parasimpatico, necessario a guidare il sistema versoi uno stato di quiete e disattivazione. La trasmissione dei segnali raccolti dai recettori ai centri superiori ha inoltre il vantaggio di determinare i presupposti di un consolidamento degli effetti dello stimolo a livello cerebrale in una sorta di impronta “indelebile” che permette quindi agli effetti di non rimanere transitori e legati alla semplice stimolazione ma di prolungare gli effetti oltre il tempo di utilizzo.
- VASCOLARE
L’applicazione della vibro-pressione localizzata può generare in questo ambito (con tempi di utilizzo ampi oltre i 5min. e frequenze elevate >35hz), un incremento della concentrazione di ossido nitrico, acetilcolina e prostaglandina, sostanze note per il loro potere di vasodilatazione con aumento del flusso sanguigno localizzato e conseguente facilitazione nella rimozione dei prodotti di scarto, riduzione delle infiammazioni, migliore ossigenazione e velocizzazione dei tempi di rigenerazione dei tessuti, tutto questo a favorire il recupero post esercizio/stress
L’applicazione della vibro-pressione diffusa a tutto il corpo con frequenze più basse (<25hz) può generare un aumento del flusso sanguigno periferico
- MECCANICO
La combinazione di vibrazione e pressione riducono la tensione muscolare, la viscosità del tessuto connettivo (tixotropia), aumentandone quindi la fluidità e la temperaturaì; potrebbe esserci anche un rimodellamento dei tessuti efficace nell’incrementare l’efficenza nello sviluppo dei pattern motori e allo stesso modo una riduzione dell’influenza di un eventuale tessuto cicatriziale sui pattern stessi. In sostanza si riscontrano aumento della mobilità, della fluidità e della coordinazione e sembra confermato anche un’accelerazione dei processi di rigenerazione cellulare e quindi dei tessuti stessi.
BENEFICI
- riduce il dolore
- riduce i D.O.M.S. velocizzando i tempi di recupero
- aumenta la mobilità
- riduce il tono/tensione muscolare
- migliora la fluidità/coordinazione intra ed inter muscolare
- migliora la circolazione sanguigna e linfatica periferica
- facilita l’induzione ad uno stato di relax generale
UTILIZZO CORRETTO
Come già detto per avere un riferimento che conformi gli effetti prodotti dalla stimolazione rispetto alla pressione applicata è consigliato che l’operatore generi una forza sulla pistola, pari ad un valore percepito compreso tra 4 e 6 su 10.
PER IL RECUPERO (stato di affaticamento e D.O.M.S.)
Tempi di applicazione > 2 minuti per gruppo muscolare
frequenza < 40 Hz
passate non necessariamente coerenti con la direzione delle fibre, quindi anche in funzione della forma anatomica della parte da trattare è possibile scivolare longitudinalmente, trasversalmente alla linea delle fibre o in modo circolare eventualmente meglio se con verso da distale a prossimale
PER MOBILITÀ e FLESSIBILITÀ
Tempi di applicazione < 2 minuti per gruppo muscolare
frequenza > 40 Hz
passate coerenti con la direzione dei tessuti miofasciali:
se precedenti un impegno fisico il verso sarà da prossimale a distale
se successivi ad un impegno fisico il verso delle passate potrà essere da distale a prossimale
APPLICAZIONE NEI PERCORSI PLANA
In relazione a quanto detto a proposito degli effetti, è possibile creare delle combinazioni con gli esercizi su PLANA che interagiscano con tali effetti in diverse possibili varianti:
- possiamo stimolare prima di eseguire l’esercizio PLANA preparando il terreno per facilitare esercizi nei percorsi di mobilità, stretching, relax e vascolare.
- possiamo stimolare dopo la pratica di un percorso PLANA di “tonificazione” per velocizzare i processi di ristabilimento del corretto tono muscolare, ridurre un’eventuale sensazione di fatica, o ripristinare uno stato di attivazione diverso da quello di relax utile al ritorno alle attività quotidiane.
- possiamo stimolare durante la pratica di percorsi plana mettendo insieme gli effetti descritti nei due casi precedenti
Effetti simili si possono riprodurre con le stesse regole utilizzando come percussori le “stick-bal” o le proprie mani determinando la stimolazione in quest’ultimo caso attraverso degli “schiaffi” ritmici sulla superficie corporea.
